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Senatore Cirenga presenta Semantica, un inno all'arte in tutte le sue sfaccettature

Di Lulù
Data di pubblicazione 19/03/2021


A 3 anni di distanza e svariati singoli torniamo ad intervistare Senatore Cirenga che ha appena pubblicato il suo album di debutto: Semantica.

- Ciao Jacopo, come stai? Come direbbero gli inglesi, "long time no see". Nel bel mezzo di una pandemia mondiale hai avuto modo di finire il tuo album. Com'è stato?

Diciamo che è stato… particolare. Non mi sarei aspettato che potesse essere questa la situazione in cui avrei chiuso un album sul quale lavoravo da 3 anni. Evidentemente il mondo ha voluto che in questo pessimo, pessimo anno ci fosse qualcosa da salvare. Meglio tardi che mai, no?

- 12 tracce, 7 inedite e 5 le conosciamo già. C'è qualcosa di diverso che possiamo trovare in questi inediti che non abbiamo già ascoltato/provato nei tuoi precedenti singoli?

Beh, sì, c’è davvero di tutto. Ogni pezzo ha avuto una gestazione diversa, ha un significato radicalmente diverso ed è nato in un momento diverso da tutti gli altri.

C’è il pezzo dove mi domando cosa significhi essere un artista, quello in cui io e gli ascoltatori ci immergiamo in una delle Città Invisibili di Italo Calvino, il classicone in cui ci si chiede il significato del vivere… Insomma, per tutti i gusti, quindi sono sicuro che i 7 inediti saranno ugualmente interessanti.

- Semantica è un termine particolare e mi ha colpita il fatto che tu l'abbia scelto come titolo del tuo album di debutto. Letteralmente il termine si estende allo studio del significato delle parole. Viene applicato lo stesso concetto anche ai brani dell'album? Cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo?

Per me non ci poteva essere miglior nome per il mio album di debutto che non Semantica. Il concetto che volevo rendere era: è il primo lavoro discografico con cui mi presento alle persone, ed è necessario che con esso io renda chiari i confini concettuali entro cui la mia produzione artistica si muove. È una semantica intesa in un senso un po’ liquido: tramite le mie parole, scelte attentamente una per una, e il loro significato, posso delimitare quali sono i miei orizzonti artistici.

- Passi dal citare Italo Calvino, Lucio Fontana arrivando alla pop star, emblema americano, Britney Spears. C'è un filo che lega questi personaggi?

Direi che l’unico filo che li lega tutti è che, in un modo o nell’altro, fanno tutti parte della mia cultura. E sì, se qualche lettore se lo stesse chiedendo: Britney Spears è cultura, cultura pop. È sempre importante per me mischiare cose provenienti da diversi immaginari. Che senso ha la figura dell’artista se non può ingoiare tutto ciò che c’è nel mondo, mischiarlo dentro di sé e sputarlo di nuovo fuori, filtrandolo con la propria sensibilità e la propria inventiva? Questi tre nomi non saranno gli ultimi che tirerò in mezzo.

- Il classico sound e linguaggio da cantautore indie non la trovo, anzi mi sembra che tu sia andato nella direzione opposta. Non fraintendermi, non voglio dire che tu sia un prodotto preconfezionato delle grandi etichette, piuttosto ti trovi nel mezzo, tra il classico e lo sperimentale. In quale punto dello spettro della musica italiana (e non) ti inseriresti?

Io mi diverto molto a giocare a cavallo tra la dance/l’elettropop e il cantautorato. I testi sono volutamente ricercati, ma le musiche sono volutamente elettroniche. Una scelta decisamente poco ruffiana nei confronti del pubblico, perché molto spesso – anzi, quasi mai - i fruitori di questi due generi musicali non coincidono. Che posso dirti, non mi piace vincere facile. Se esistesse un punto di mezzo tra Paola e Chiara e Franco Battiato mi piacerebbe essere posizionato esattamente lì.

- Particolare il lavoro sulla cover dell'album. Dal colore, alla posa che sembra quasi un giuramento. Cosa c'è dietro questa idea?

Ci siamo divertiti un mondo a farla, come con tutte le copertine dei singoli. Il grafico della Miraloop, Niccolò Sacco - che ringrazio - capisce al volo il simbolismo che c’è dietro le proposte di copertine che gli faccio e riesce sempre a concretizzare esattamente il concetto che voglio esprimere.

Per quanto riguarda il significato, sì, è proprio un giuramento, come si fa con la Bibbia nei tribunali americani. Mi piaceva l’idea di prendere l’impegno solenne di giurare su un libro di semantica, un po’ come boutade e un po’ come promemoria di rimanere sempre fedele all’idea che ho della mia musica. Il fatto che nella cover io diventi dello stesso colore del libro rende ancora meglio l’idea della compenetrazione tra l’artista e la sua arte.

- Ti lascio andare con l'ultima domanda. Qual è il tuo brano preferito dell'album e perchè? Ti confesso che Erasmo mi ha colpita particolarmente, l'ho sentita un po' mia, quindi complimenti!

Questa domanda è il modo perfetto per farti odiare da un cantautore!

A parte gli scherzi: ci sono sicuramente pezzi più importanti e pezzi che lo sono meno, ma questo succede in ogni album che si rispetti, quindi non me ne preoccupo. Diciamo che dipende davvero dal punto di vista: se parliamo del testo ti direi sicuramente Interlunio, se parliamo della musica ti direi Il Banco Vince, se parliamo dell’impatto emotivo di certo Camminare. E potremmo andare avanti così per ogni possibile punto di vista preso in considerazione!

Per quanto riguarda Erasmo, ti ringrazio tantissimo: è senza dubbio un pezzo tosto, tra l’altro uno dei meno “felici”, quindi nel dubbio ti mando un abbraccio!

A questo punto non ci resta che augurare buona fortuna a Senatore Cirenga!

Lulù


Ascoltate Semantica qui







           

 




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