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Pablo Ort - Never Get Burned: il videoclip ufficiale

Data di pubblicazione 12/12/2017


Dopo Find a Place, Pablo Ort torna con Never Get Burned, la nuova versione del 2017.

La canzone viene raccontata con le immagini attraverso un procedimento complesso, artigianale, sicuramente un po' rivoluzionario. Per realizzare "la città" in cui è ambientata la canzone, è stato letteralmente costruito un tavolo di schede madri, schede grafiche e schede video assemblate fra di loro. Utilizzando la tecnica video della ripresa macro, le schede informatiche riprese da vicino sembrano una vera e propria città. Una cittadina con i suoi quartieri, i suoi angoli, i suoi colori. Circuiti, transistor e luci led sono le sue strade, i suoi palazzi.

E non finisce qui, perchè questa non è una città qualunque. L'artista Pablo Ort, interpretando un ruolo (impegnativo) di "signore del mondo", si diverte a spostare e modificare interi quartieri, fino a quando la città inizia a prendere fuoco. Per bruciare la città è stato realmente appiccato un fuoco al tavolo artigianale (largo circa 2 metri alla fine della costruzione), che ha prodotto tutto il fumo che vedete salire dai "palazzi" fatti di transistor.

Tutta la storia si conclude poi con la visione di due città del mondo, una Los Angeles e una Lagos contrapposte fra loro. Uno è il mondo dove non ti bruci, l'altro è il mondo dove puoi rischiare, se qualcuno lo vorrà: è il paradigma sociale della ricchezza, di due mondi. Tra questi due mondi c'è in comune la presenza oscura di personaggi intoccabili che giocano con la vita delle persone. Attraverso questo paradigma sociale Pablo Ort dedica le sue, parafrasando le reali storie di cronaca dove ancora oggi c'è chi rischia di scottarsi, o più letteralmente (get burned) di bruciare vivo. Perchè c'è anche qualcuno che non brucerà mai. Chi non brucerà mai è chi fa i giochi, chi tiene le fila del banco dei burattini. In parole povere, chi comanda. "And you'll never get burned".
 

I credit del video vanno a: Alessandro Cattaneo, Walter Marocchi, Sergio Magnano, Marco Corti.