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Luzee e il fascino del sampling. Il secondo disco sarà una raccolta di beats lo-fi

Data di pubblicazione 09/11/2018



Foto: Fuoritema Urbino

Ciao Davide, finalmente un'intervista nei panni del produttore musicale in arte Luzee. Quando nasce il progetto Luzee?

Direi nel 2015, nello stesso anno in cui è nata mia figlia. Le cose belle arrivano sempre tutte insieme!

E' dal 2000 che suono il basso elettrico ed ho sempre suonato nelle band. Sono partito dal blues per poi passare al jazz ma la situazione in cui ho investito più energie era sicuramente il progetto Invivo Faia. Abbiamo realizzato due dischi con un'impronta diciamo "indie rock" anche se di indie aveva solo il fatto che fosse tutto auto-prodotto e di rock il tocco peso del batterista ahahaha

Il pallino della computer music invece è sempre stato presente. Poi nel 2015 finalmente ho deciso di approcciarmi al beatmaking, partendo dal campionamento di dischi. Ho scoperto il sampling che mi ha aperto un mondo fantastico e da lì è cambiato tutto, soprattuto il modo di vedere la musica.

Dopo qualche mese di lavoro i ragazzi di Miraloop hanno sentito le prime demo e mi hanno proposto di finire e pubblicare i brani, così ci siamo messi a lavoro e nell'estate del 2016 è uscito Waterdrops, che di fatto è il primo album di questo progetto musicale.

Del tuo passato nell'indie rock cosa butti via e cosa invece conservi nel cuore?

Bella domanda. Quello che sono è la somma di tutto ciò che sono stato, anche degli errori che ho fatto.

Come dicevo prima non è che abbiamo fatto parte di una scena indie rock e quindi non mi sento molto legato al genere. Più che altro lego molto il passato alle esperienze nelle band. Ecco di quello nel cuore conservo i volumi alti sul palco, il forte affiatamento con gli altri musicisti, i primi concerti dopo mesi di cantina.

Ti affacci al mondo della musica elettronica dal rock, come bassista, e appena iniziato il tuo viaggio con l'elettronica crei subito un collegamento con il mondo hip hop, qual è stata la connessione?

In realtà c'è una connessione molto forte, più che con il rock forse. Al rock mi sono approcciato durante l'adolescenza, i miei amici ne ascoltavano parecchio ed è stato con il rock che mi sono avvicinato al basso, poi però partendo dal blues, passando per il jazz ed il funk, ho acquisito una sensibilità ed un amore profondo per la musica black! L'Hip Hop ne è la naturale conseguenza. Ho iniziato ad ascoltarlo molti anni fa con Common, le produzioni di J Dilla e soprattutto i Roots che sono stati per me la connessione tra il Rap ed una band che suona.

E' proprio grazie alla tecnica del campionamento dei beatmakers che ho iniziato a fare elettronica. Mi ha affascinato da subito .

E poi c'è il groove, da bassista apprezzi tantissimo il groove perché è il tuo ruolo, devi far girare il pezzo ed in tutti questi generi il groove è centrale.

La tua passione per l'hip hop ha fatto sì che tu sia l'ideatore di un evento noto nell'underground bolognese, Spit On It Open Mic. Cos'è?

Spit On It è una figata! ahahah Di fatto è un open mic dedicato a cantanti ed mc dove invece del DJ c'è una band che suona i beats.

Dopo esserci sciolti con la band io avevo già iniziato a produrre i miei primi beats, però con Antonio (tastierista) e Gio' (batterista) avevamo voglia di suonare insieme e mi è venuta questa idea, senza nessuna pretesa. Lo scopo era conoscere gente nuova e suonare insieme senza le pippe di un progetto da tirare su.

E così è stato! In breve tempo ci siamo accorti che aveva un buon riscontro e l'abbiamo proposta nei locali.

La cosa ha funzionato ed il Binario69 ci ha ospitato per un'intera stagione. Grazie alla Spit molti musicisti/producer/mc accomunati dalla stessa sensibilità artistica hanno avuto modo di conoscersi e questo credo che sia stato il ruolo più importante. Adesso siamo in stand by ma speriamo a breve di riproporla.

Il periodo dell'indie rock è anche contrassegnato dall'impegno nel tuo lavoro di programmatore, quando eri dipendente di un'azienda di informatica. Poi le voci raccontano che tu abbia in poco tempo rilevato l'azienda dal tuo capo e allo stesso momento incominciato a buttare il tuo talento nel programmare sui sequencer musicali: è vero?

Si è vero. Sono uno sviluppatore web ed ho conosciuto Gianni nel 2008 quando ho iniziato a lavorare per lui. Poi nel 2014 ha deciso di abbandonare questo settore per dedicarsi alla visual art ed insieme al mio collega abbiamo rilevato la società.

Ma il tuo capo Gianni lasciò proprio per dedicarsi all'arte e ora...lavora con te. Dacci dei dettagli di questa nuova collaborazione!

Ecco questa cosa è incredibile, sono quelle cose che non ti spieghi. Di fatto lui ha intrapreso questa strada e quando dopo qualche anno sono uscito con Waterdrops gli ho proposto se voleva seguirmi live con la parte visual. Il risultato è stato entusiasmante.

Già, i tuoi live, hai iniziato da poco ma hai già ottenuto discreti successi. Poco fa hai dato un concerto con GodBlessComputers, altro grande produttore bolognese, ti sei trovato con lui?

Molto! Con lui ci siamo conosciuti di persona un po' di tempo fa ad un workshop sul beatmaking che teneva qui a Bologna. Lorenzo è uno dei talenti della scena elettronica italiana e devo dire che è anche grazie ai suoi dischi se mi sono avvicinato alla musica elettronica. Mi ricordo di aver sentito i suoi pezzi la prima volta in tempi non sospetti nel programma RaiTunes di Bertallot su Radio2 e di essere rimasto colpito da quel suono. In realtà proprio quel programma mi ha aperto a questo mondo se ci ripenso!

Parlaci un po' della scena musicale bolognese, descrivila a chi vorrebbe venire qua a fare un po' di musica, o magari semplicemente chi si vuole affacciare a questo ambiente come ascoltatore

In questi ultimi anni anche se in apparenza sembra che sia tutto un po' fermo, ho l'impressione che sotto si stia movendo qualcosa. Ho conosciuto Miraloop e tanti artisti interessanti. Poi c'è il Labàs che è un posto favoloso in grado di dar voce a molti progetti, il Binario69 che ha aperto da 2 anni e già si è imposto come live club, lì fanno un sacco di jam ed infatti è sempre pieno di musicisti. Un bel posto per conoscere nuovi artisti. Da poco hanno aperto il Granata che si sta posizionando sull'elettronica sperimentale ed il beatmaking. Insomma se hai un'idea qui lo spazio per svilupparla c'è.

Bologna può diventare un hub creativo come Berlino?

Si e lo spero, la sento bollire parecchio, era un bel po' che non percepivo questa cosa a Bologna. Questa città è sempre stata una fucina di novità, è la sua storia! Forse il paragone con Berlino magari è azzardato, ma solo per una questione di "massa critica", per il resto ha tutte le carte per tirare su una scena.

Certo poi servirebbero più spazi che invece di aprire chiudono o sono sgomberati, questa forse è una cosa di Bologna che ancora non ho capito. Per quanto la ami, devo dire che a volte sembra infastidita dalla creatività e dalla voglia di fare. La gente si sbatte, tira su delle situazioni di condivisione, spazi per la cultura genuini e direi fondamentali e poi a una certa li sgomberano.

Il tuo inizio come produttore, il tuo progetto, coincide con la collaborazione con Miraloop che oggi è la tua casa discografica di riferimento: può secondo te Miraloop essere considerata una scena musicale?

In un certo senso si, è una scena virtuale perché molti artisti sono sparsi per l'Italia. Miraloop ha quattro divisioni con diverse attitudini ed in ognuno c'è una vicinanza tra gli artisti. Ci sono scambi anche utili alla crescita di ognuno. 

In Miraloop Rec. ci sono quattro etichette discografiche, e tu naturalmente, per gusto background e cultura operi nella divisione elettronica sperimentale beat e downtempo, Spades. Uno con le idee chiare come te come vede le altre tre etichette di Miraloop Hearts, Clubs e Diamonds, così differenti dal tuo mondo?

Guarda, la cosa bella è che al di là del mio gusto personale, in tutte e quattro le etichette c'è la libertà di esprimere il proprio talento. Questo credo sia il valore più importante.

Quindi da una filosofia artistica può nascere una scena musicale. Cosa c'è di tecnico e cosa di artistico nei momenti della produzione di un disco?

Interessante questa. Beh le cose si mischiano un po' però ti risponderei così: di artistico ci sono le scelte (il suono il groove, la stesura etc) di tecnico sicuramente come trasformare tutto ciò in una roba che suona ad un certo livello.

Però boh, credo che la domanda richieda una risposta più accurata.

Utilizzi un modo di campionare, di fare sampling, che ci è sembrato quasi vicino al sound design del cinema. Ricrei l'Estremo Oriente con oggetti di casa, è fantastico! Cosa sai di tutto questo mondo?

Del sound design del cinema sinceramente poco ahahah, anche se mi ha sempre affascinato. Di fatto mi piace campionare anche situazioni reali come una giornata al parco ad esempio. Quando poi inserisco questi campioni in un brano elettronico si crea un contrasto tra l'elemento astratto dell'elettronica e quello reale del campione. E' come se ad un certo punto il brano mi portasse in una situazione realistica, in un posto.

C'è uno "strumento" segreto che campioni nei tuoi dischi di cui ci vuoi parlare?

Se è segreto non posso dirlo! Scherzi a parte ad esempio per waterdrops ho campionato alcuni giochi di mia figlia ed alcuni attrezzi da lavoro di mio padre.

Ero in Abruzzo dai miei in campagna e ricordo di aver passato un pomeriggio con lo zoom a campionare tutta una serie di oggetti presenti nel capanno degli attrezzi di mio padre.

Waterdrops è inserito nella sezione Ethnotronica di Spades, il "giro del mondo in un mondo senza confini", di cui c'è anche il programma radio su Radio Miraloop alle 9 del mattino e alle 16..., il secondo disco ricalcherà queste orme?

Ecco a proposito dell'etichetta, per far capire la follia di Gerolamo, loro hanno anche una radio in cui trasmettono tutta la musica che in dieci anni di attività hanno prodotto. C'è tanta roba!

Sì il primo disco Waterdrops è parte della rotazione di Ethnotronica, che oltre al programma radio forse diventerà una compilation. Sto lavorando già ad un nuovo disco con tracce su questo stile, che in un certo senso sarà l'evoluzione di Waterdrops. Ma prima uscirà un secondo disco che avrà un approccio più beats lo-fi: campioni, groove ed un po' di sporcizia. Di fatto sarà un beat-tape. Avevo necessità di far uscire anche questa parte di me!

Quindi il secondo album è hip hop / beats, ma parallelamente stai già lavorando al terzo...

Diciamo che c'è un po' di roba che bolle in pentola.

Come si chiamerà il prossimo album?

Ehm questo ancora non lo so, però avrà una bella copertina :D 

Questo secondo disco contiene i beat di Around You, che abbiamo sentito nel singolo in versione originale e remix, con Giulio Campaniello: qual è stato il vostro primo live? Farai qualcos'altro con lui?

Certo, in inverno abbiamo in uscita un altro bel singolo con Giulio, con una canzone proprio tratta da uno dei beat del disco, ma non vi anticipo niente.

L'incontro con Giulio è stato casuale, come tutte le cose belle. Ci siamo conosciuti in etichetta, perché lui lavorava lì in Miraloop come grafico e da subito abbiamo capito che avevamo gli stessi gusti. Un giorno ho fatto un beat e gliel'ho girato. Dopo due giorni aveva la melodia, così è nato Around You.

Il primo live invece è stato alla Sofa Session di Miraloop. Dopo l'uscita di Waterdrops abbiamo pensato con Gerolamo di fare una diretta Facebook di 3 pezzi suonati live. Lo stesso giorno, un'ora prima della diretta gli chiedo se vuole farmi due vocal (a tradimento insomma). Lui ha improvvisato tutto, ma è stata una figata ed abbiamo avuto molti riscontri positivi. Adesso Giulio è parte integrante del live.

Siamo anche stati ospiti della trasmissione Basso Profilo di Radio Città Fujiko insieme per presentare l'uscita di Around You.

Ora è tempo di salutarci, cosa ti auguri per il mondo della musica del 2018?

Mi auguro che escano dischi belli (c'è Paak che sta lavorando con Dr.Dre per esempio) ma soprattutto che cresca la scena in Italia e che ci siano sempre più posti dove poter suonare e condividere la musica perché più che una passione è un dono.

Grazie Davide e un grande in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te e w il lupo.

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