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La nostra ultima intervista ad Antonio

Data di pubblicazione 26/07/2018


- La scelta di comparire come artista e non solo come produttore. Qual è la tua esigenza artistica, il tuo messaggio. Cosa ci vuoi dire che in musica non dici?

La musica esprime le mie emozioni e le vibrazioni dell’anima, attraverso di essa esprimo le mie sensazioni interiori e la percezione che ho del mondo. Ritengo sia una delle forme più dirette e universali di espressione, che non necessariamente ha bisogno di parole. Arriva subito al punto!

- Su Spotify la tua musica è in continua crescita, ma per scelta non ti stai muovendo dallo studio. Quanto è forte l'esigenza di un live? E come ti immagini un live di Bellantoni?

Al momento preferisco stare in studio a produrre musica ed acquisire più fiducia in me stesso. Se dovessi immaginare un live… Bella domanda ci penserò, ma dovrà riflettere al 100% la mia visione musicale.

- Una musica sicuramente europea, sulla scia di molti produttori come Odesza e tanti altri che portano l'elettronica su versanti fuori e dentro la dance music. Quanto per te è importante l'ascolto e il ballo?

Per me è più importante l’ascolto condiviso della mia musica perché attraverso la coralità riesco a diffondere la mia musica alla comunità, però se il pezzo è in qualche modo ballabile, perché no.

- I suoni e i beat dei tuoi brani sono sicuramente parte di una forte influenza anglosassone. Cosa c'è di cultura e musica italiana nella tua musica?

Il mio background musicale si basa sostanzialmente sull’ascolto di musica inglese ed europea, ma essendo cresciuto in Italia ho inconsapevolmente assorbito l’elemento melodico della musica italiana.

- Si tratta di musica molto lontana dalla black music, nonostante le influenze drum'n'bass e house siano molto forti. Quanto c'è di black music nella tua ricerca?

Essendo cresciuto ascoltando jungle, drum’n’bass e trip-hop direi che più che ricerca “esterna”, è un'influenza interna, qualcosa di naturale che ho acquisito attraverso l'ascolto di questi generi musicali.

- Nella tua musica emergono molte contraddizioni. La ricerca di serenità, di relax, ma anche territori contrapposti, sensazioni forti. Cosa c'è di giusto e cosa c'è di sbagliato nel mondo?

Riguardo a cosa ci sia di giusto e sbagliato nel mondo potrei parlare per ore, ma forse adesso è meglio rimanere concentrati sul tema musicale. Tutte le sensazioni contrastanti all'interno della mia musica sono più che altro contraddizioni interiori, non credo che abbiano a che fare con il mondo esterno.

- La contraddizione è dominante anche nelle scelte ritmiche e melodiche, che lottano fra melodie limpide, semplici, brillanti, e atmosfere oscure. Metti in musica i tuoi sentimenti o usi la musica per dipingere il mondo che vorresti tu?

Tendo a mettere in musica i miei sentimenti. Il risultato è la trasposizione in note, ritmi, suoni del mio “mondo interiore”.

- Il tuo mondo ideale in poche parole semplici, come se fosse un tuo manifesto

Il mondo ideale non esiste, potreste chiederlo a John Lennon (se fosse ancora vivo)

- Nella tua musica c'è un'idealizzazione fortissima del sentimento. Descrivi la tua donna ideale.

Sono convinto che non esista! Quello che si deve fare, anche per vivere al meglio una relazione, è quello di scendere a compromessi, per il bene della coppia e allo stesso tempo avere dei valori da rispettare e condividere. Bisogna sapere aspettare, la “donna ideale” si presenterà prima o poi.

- Sei uno dei musicisti più prolifici nel panorama elettronico, anche se non sei ancora conosciuto come artista. La tua sensibilità fortissima ti da vantaggi o svantaggi nella vita reale?

Nella maggior parte dei casi essere sensibili porta svantaggi nella vita reale perché è chiaro che non sei compreso da tutti, ma ogni tanto porta anche delle piccole rivalse.

- Cosa consiglieresti a un ragazzo di 13 anni che vuole fare un percorso musicale come il tuo?

Devi essere davvero convinto altrimenti lascia stare, non farti scoraggiare da ciò che gli altri dicono o provano ad imporre. Sii originale e cerca di mettere sempre il tuo tocco nelle produzioni che crei, in modo da non essere semplicemente un'altra copia dei grandi artisti di fama mondiale. Avere degli idoli e ispirarsi a loro ci sta, ma non troppo!

- Cosa ti ha colpito del progetto Miraloop, a cui hai affidato un progetto impegnativo e ambizioso?

La cordialità, la serietà, la capacità di ascolto riguardo nuove idee e nuove forme musicali, trovare un punto d'incontro e non semplicemente imporre un unico punto di vista. Ma soprattutto una cosa rara in una label al giorno d’oggi: la sincerità.

- Ti salutiamo, lasciando ai nostri lettori i link dei quattro dischi pubblicati con noi:

Elisya - http://www.miraloop.com/records/release/item/241/elisya

Silver Clouds - http://www.miraloop.com/records/release/item/2/silver-clouds

Aesthetic Pleasure - http://www.miraloop.com/records/release/item/249/aesthetic-pleasure

Eyelight - http://www.miraloop.com/records/release/item/260/eyelight

NDR: Antonio Bellantoni scompare il 18 luglio 2018 all'età di 38 anni.
Questa intervista è stata registrata e scritta a fine giugno in seguito alla pubblicazione di Eyelight, l'ultimo disco della serie "ESCAPE". Aspettava ancora di essere completata. Quando Antonio ci lascia, Eyelight è ancora in classifica su Beatport.
Ci mancherai Antonio! staff