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Analogico vs Digitale. 5 falsi miti sul CD Compact Disc

Di Staff
Data di pubblicazione 14/05/2013


Noi personalmente preferiamo qualsiasi supporto al CD. Dalla cassettina al vinile, dal disco di vetro alla chiavetta USB. I CD non ci piacciono granchè, e sono perfetti per inaugurare questa rubrica molto #sperimentale sul dibattito analogico vs digitale, che imperversa dagli anni 00 e non solo su diversi i blog, forum, piattaforme, siti web. E’ un tema di oggi, i CD. I fan del CD, che in realtà sono ormai quasi solo gli artisti emergenti che dicono “ho fatto / voglio fare un CD”, usano diverse argomentazioni a favore del supporto Compact Disc e ora noi ci divertiremo a smontarle, sia per puro piacere dialettico ma anche per informazione.

Ecco i 5 MITI da sfatare circa l’argomento “CD”.

1) “Il CD è analogico, il supporto “liquido” (il file) è digitale”

Questa è una sciocchezza che gira in rete tra le parole della gente. Per spiegarvi bene come mai tale affermazione sia priva di senso, siamo obbligati ad annoiarvi con due nozioni di semiotica: scusateci. Analogico e Digitale indicano due “modalità di rappresentazione” diverse di un segno, nulla a che vedere con il contenuto. E la differenza tra rappresentazione analogica e digitale sta semplicemente nel fatto che “analogico” indica una “rappresentazione continua” di un segno, mentre digitale una “rappresentazione discontinua” 
Chiaro, no? Facciamo un esempio: un termometro analogico a mercurio, così come un contachilometri a lancette, non hanno delle sezioni, i numeri sono rappresentati in modo continuo. Mentre i numeri di un termometro o di un contachilometri digitale mostrano chiaramente che le unità di misurazione sono suddivise in più, o meno, unità. Non cambia il contenuto, solo il modo di rappresentarla! Se nel mio contachilometri digitale suddivido la misurazione in centesimi potrò leggere 50,78 Km/h, in decimi la stessa velocità la leggerò 50,8 Km/h, in unità 51 km/h. Così è l’audio. Un nastro magnetico è analogico. Un file .wav è digitale. Il file pertanto viene organizzato in suddivisioni del segnale audio ma questo non cambia la musica contenuta. Se qualcuno ora dice che il vinile o la cassettina suonano diversamente significa che non ha ben chiaro il concetto. Suonano diverso sì, ma per il tipo di materiale e di lettura, non per la modalità di rappresentazione, non perchè “l’analogico ha più informazioni”, dato che il supporto può influenzare la quantità delle informazioni ed è questo il motivo per cui un moderno film 3d creato digitalmente ha più definizione di un film girato in super8 degli anni ’70.

Detto questo, un cd NON è un supporto analogico. Il CD è nasce negli anni ’70 proprio come la prima tecnologia digitale. La tecnologia del cd sta proprio nel fatto che viene digitalizzata la forma d’onda del nastro magnetico e letta tramite un supporto ottico, tanto che l’indicazione 16 bit significa esattamente questo. Un CD è a 16 bit, esattamente come un mp3, è quindi totalmente ed inconfutabilmente un supporto digitale.

2) “Il CD è un oggetto fisico che puoi toccare con mano, e unico”

Niente di più sbagliato. basta fare il paragone con il vinile. Chi avesse mai avuto nelle mani un vinile nel fare djing sa bene la differenza. Il cd è un supporto fisico, è vero, ma sul quale sta un contenuto digitale. Tanto che vi potete masterizzare un cd voi stessi. Potete stamparvi un vinile? No. Ma potete farvi un cd. Questo vi dovrebbe fare riflettere.

3) “Il CD è bello da vedere”

Il CD è plastica inutile, oggi. I CD in barba a tutti i discorsi ecologisti dei musicisti indipendenti. Se quello che apprezzi è il libretto, possiamo stare al gioco, ma allora stiamo parlando di quanto è bello un libretto, e non un CD. Che la cover di un CD contenga anche un libretto ciò non vuol dire che stiamo parlando della stessa cosa. Si può vendere un libretto anche senza CD 

4) “Io non compro mp3, non mi piace comprare mp3, i CD invece li compro”

Niente di più sbagliato, e chi afferma questo spesso sta dicendo una bugia. Considerando che i CD li stampano ancora praticamente tutti i big (e non si sa bene il motivo, anzi lo sappiamo ma non è questa la sede giusta per affrontare l’argomento), se fosse così come dicono certe persone, il mercato dei cd non starebbe crollando miserabilmente mentre va decollando quello della musica liquida! Tutta la gente che dice di comprare i CD in realtà ha smesso dall’ultimo album degli Iron Maiden. Ora semplicemente scaricano mp3 illegalmente, ovvero gli rubano, perchè possono farlo. Il mercato illegale degli mp3 è la stessa cosa dello spaccio di cassettine negli anni Ottanta. Niente di più, niente di meno. Con la unica differenza che negli anni Ottanta i fan non compravamo le cassette piratate dei loro idoli.

5) Detto dai musicisti che scrivono alle label: “il CD vende di più”

Questa è una baggianata da emergente che tenta di convincere una label che il suo pubblico di 24 persone merita un CD. La differenza tra un cd e un mp3 per una label è proprio questo: se io sono una label e penso / ritengo che il disco X possa funzionare per esempio in Nuova Zelanda e in Jamaica, con gli mp3 e i .wav posso fare pubblicità dove mi pare e gli neozelandesi come i giamaicani si possono acquistare quante copie vogliono, senza che la label spenda una lira. Allo stesso modo, se 1000 coreani domani vogliono il tuo disco, lo possono avere. Col CD non può succedere. A meno di non fare CD in vasta scala e farli avere in tutto il mondo, come fanno i super big. Con il CD, l’unica chance di vendere in Korea si conquista mandando camion pieni di CD in Korea. Sapete quanti fallimenti fatti? Questo metodo con questo supporto non consente alcun investimento sull’arte. Per mandare un carico di CD in un paese lontano devi essere già sicuro che il disco funzioni, mentre con la musica liquida puoi sperimentare e tenere aperta ogni porta!