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Alice di Lewis Carroll, una storia lunga 150 anni

Di Staff
Data di pubblicazione 11/09/2013


Il primo brano pop dance pubblicato da Miraloop Hearts è stata la primissima versione di Alice di Gerolamo Sacco, brano che oltre a inaugurare il cammino electropop di Miraloop ha lasciato una piccola ma importante traccia nella musica indie italiana, che già oggi viene chiamata Itpop: la formula che riprende il pop anni 70 e 80 in lingua italiana in chiave moderna sta iniziando a funzionare oggi, dopo cinque anni la pubblicazione della prima versione. Del resto, è il tema della canzone, dove Alice è la musa che guida il cantautore nel mondo della musica, metaforizzato come "paese delle meraviglie". Un mondo un po' allucinato, un po' strano, un poco magico e forse pericoloso, ma sicuramente un mondo di cui innamorarsi, in cui perdersi, in cui giocare. 

Così, incuriositi da come il mondo di Alice fosse stato rappresentato prima di questo brano, siamo andati a fare una ricerca, che ci ha impressionato ed incuriosito. Partiamo da lontano lontano, e precisamente dal 1958. Alice Liddell, modella bambina, nel 1858 viene ritratta proprio da Carroll. Fu lei che ha dato l’ispirazione a Lewis Carrol per scrivere “Alice nel paese delle meraviglie”, e il suo ritratto è anche una delle prime fotografie di sempre. Signori e signore...Alice Liddell!

Il libro "Alice nel paese dellle meraviglie", dove Carroll immagina la Liddell alle prese con gatti e funghi magici, e una regina di cuori cattivissima, esce circa trent'anni dopo. Nel 1888 viene illustrato da John Tenniel. Sarà proprio l'illustrazione di John Tenniel a dare ispirazione, decenni dopo, alla Disney.

Nel 1903 Alice, dopo essere stata una delle prime fotografie di sempre e un libro di successo, entra nella storia del cinema quando il cinema era appena nato. Alice nel Paese delle Meraviglie è anche uno dei primi film. La pellicola del 1903, per tanti motivi, ispirerà tutte quelle successive. Alice così non solo è il libro che ispira la fotografia nelle sue prime forme, ma pure il cinema.

Nel 1915 Alice viene rifatta in un secondo film. Periodo oscuro della storia, i tratti di Alice e dei personaggi hanno una venatura quasi oscura. Vengono usati tantissimo i costumi, tantochè il film non entra nel novero delle pellicole storiche poichè decisamente teatrale. Eccolo:

Nel 1933, 18 anni dopo, nella Germania allora governata da Hitler esce il capolavoro Alice Im Wunderland: non verrà mai pubblicizzato in America e nel resto del mondo per ovvi motivi politici. Lascia però una piccola traccia nella storia del cinema. Guardate questi fotogrammi!

Hollywood aspetta anche troppo, 16 anni, per rifare nel 1949, la versione americana. Inaspettatamente non ottiene lo stesso successo del film tedesco. Eppure anche il film del 1949 è un autentico capolavoro.

Succede così che quattro anni dopo l'edizione precedente, il genio di Disney intuisce che un libro del genere per essere rappresentato sul grande schermo debba essere dipinto. A mano, fotogramma per fotogramma. E non solo: prendendo pure spunto da tutti i tentativi precedenti. L'Alice di Disney del '53 è la Alice tedesca, vestita come il libro di Tenniel del 88, e con i personaggi mutuati dal primo film. Sarà proprio questa versione, del 1953, quella che porterà Alice nell'immaginario collettivo di gran parte del mondo occidentale. Alice della Disney riprenderà tutte le idee dalle illustrazioni ai film e le metterà insieme in una vera e propria opera d'arte con due caratteristiche fondamentali rispetto alle opere precedenti; la prima è quella di essere a colori, anche perchè è un cartone animato, la seconda è quella di essere completamente musicato.

Il successo di Alice Disney spinge così il grande schermo a fare una nuova versione. Una Alice imbronciata compare nei cinema nel 1966, poco più di 10 anni dopo. Il film non ottiene abbastanza successo sul grande pubblico, ma conquista comunque una fetta di appassionati, mantenendo vivo il mito della bella ragazza alle prese con il mondo allucinato del Paese delle Meraviglie.

Ma il mito di Alice cresce. E così si arriva ad un altro capolavoro. Nell'era della liberazione sessuale, in Svezia, con 400.000 dollari di budget, Alice diventa un musical erotico. Un vero e proprio porno in alcune scene, ma tecnicamente un musical commedia completo e senza nessun deficit rispetto agli standard hollywoodiani ben più costosi dell'epoca. Curiosamente, questo contiene diverse ispirazioni scenografiche assolutamente originali. Si tratta, paradossalmente, della prima volta in cui Alice è a colori sul grande schermo. E anche della prima volta in cui Alice non copia ne Tenniel, ne il film tedesco del '33. La prima ma anche l'ultima, poichp della prima Alice di Disney, fatta eccezione per questo excursus erotico, non ci libereremo più.

Nel 1983 il grande schermo rivede nel 1983 Alice ma copiando Disney, che ha ormai imposto nell'immaginario collettivo un certo tipo di Alice. La versione del 1983 è diversissima da quella del 1976 ma molto simile a quella del 1955. Il successo della Alice Disney arriva infatti su scala globale proprio negli anni Ottanta grazie alla diffusione dei VHS, che rendono il film popolare tra le famiglie. Stranamente, il film non diventa internazionale, nonostante sia la prima volta che Alice è su pellicola a colori, escludendo la versione "porno" del 1976.

Nel 2010 arriva così Tim Burton, che riprende Alice ma questa volta lo fa direttamente con Disney. La Disney infatti distribuisce e finanzia il film con una potenza mediatica strepitosa, che porta la pellicola a scalare i vertici di incasso in tutto il mondo. Immancabile la moglie di Tim nei panni della regina di cuori, anche se il personaggio di grande successo del film è il Cappellaio Matto interpretato magistralmente da Johnny Depp.

Stranamente, nonostante il film di Burton e quello del '83 riprendano in tutto e per tutto il Disney degli anni Cinquanta, nei primi anni dieci rivive nella coscienza collettiva la Alice più sexy e dark delle altre interpretazioni, da quella tedesca del '33 a quella svedese del '76. Siamo nel 2013 e Alice ispira ormai migliaia di artisti sulle neonate piattaforme per creativi come DeviantArt. Alice è viva oltre Disney...o forse no. Guardate questa immagine di Gianax.

Il mondo di Alice ispira tantissimo anche i tatuaggi, che negli anni '10 incominciano a raccontare Wonderland sui corpi delle persone. In questo tatuaggio, l'ispirazione stilistica è chiaramente quella di fine '800. Siamo nel 2013.

In questo contesto che noi abbiamo pubblicato la canzone Alice per raccontare il mondo della musica. Il mondo della musica legato a Wonderland non solo per affinità sociali e psicologiche ma anche perchè nel mondo di Miraloop, il nostro mondo, i simboli delle carte sono i simboli delle quattro etichette che compongono la casa discografica. Il testo racconta il Paese delle Meraviglie dal punto di vista dell'artista, un modo di vedere e raccontare che va oltre la descrizione per diventare la narrazione di una esperienza innanzitutto emotiva. Alice viene pubblicata prima come singolo nel 2009 in questa versione.

Nel 2013, con l'uscita del LP Alieno di Gerolamo, la canzone viene reinterpretata in un'altra tonalità (complice anche la crescita vocale del cantante) con influenze meno vintage e più marcatamente EDM, che sfogano nel finale un drop esageratamente allucinante. Ecco Alice dall'album Alieno:

Ci sarà prima o poi una nuova versione? Continuate a seguirci su Miraloop e buon viaggio nel Paese delle Meraviglie, una storia bellissima che ci racconta con diverse sfaccettature come le idee bellissime non muoiano mai.